Atto fondativo del Centro Interculturale Ponte ad Oriente- Bari (CIPO)
Il Centro Interculturale Ponte ad Oriente (CIPO) è nato in Bari dalla meraviglia generata in alcuni di noi dall’abbraccio tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill – avvenuto all’aeroporto de l’Avana, a Cuba il 12 febbraio 2016 – che si è tramutato ben presto in esperienza di amicizia e in un nuovo inizio: un evento così inaspettato e sorprendente da suscitare una riscoperta della libertà di incontro e di movimento verso il destino di tutti gli uomini, a cominciare da coloro che ci sono più prossimi nella quotidianità.

Rigenerati da questo avvenimento, è stato immediato e affascinante scoprire la numerosa e significativa presenza nella nostra città di Bari, delle diverse comunità ortodosse, a noi accomunate dalla venerazione al santo patrono Nicola.
L’amicizia e la condivisione che ne sono scaturite ci hanno permesso di cominciare a “guardare ad Oriente” con il desiderio di conoscerne tutta la bellezza generata dalla straordinaria molteplicità delle esperienze che, nel rispetto delle reciproche appartenenze, sia nel Levante che nel mondo occidentale, hanno per protagonista comune san Nicola.
Questa amicizia, animata nell’esperienza quotidiana da una dimensione missionaria ed ecumenica, è scaturita secondo modalità imprevedibili, gesti gratuiti di accoglienza, di ascolto, di preghiera, di condivisione accaduti in tanti incontri e fatti volti ad approfondire e riscoprire, pur nella diversità delle provenienze e delle flessioni spirituali il medesimo cuore e il desiderio comune che ci rende uomini appartenenti allo stesso destino.
Inoltre i ripetuti abbracci di Papa Francesco con le varie comunità ecclesiali presenti nel bacino del Mediterraneo (e non solo) durante gli incontri avvenuti a Bari il 7 luglio 2018 e il 23 febbraio 2020 e specificatamente rivolti a tutte le Chiese che seguono la tradizione orientale quali: la Chiesa di Costantinopoli e il Patriarcato ecumenico, di Grecia, il Patriarcato greco ortodosso di Alessandria e di tutta l’Africa; il Patriarcato della Sede di San Marco di Alessandria, il Patriarcato Siro ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, il Patriarcato Supremo (e Catholicos) di tutti gli Armeni, la Chiesa Nea Giustiniana e di tutta Cipro, il Patriarcato della Chiesa Assira dell’Oriente; la Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa; la Chiesa Catholicos di Cilicia degli Armeni, il Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme, di Georgia, di Albania, del Kossovo, di Bulgaria, di Serbia, di Montenegro, di Romania, di Ochrid nella Macedonia del Nord, della Russia, dell’Ucraina, ne hanno rappresentato il suggello, incessantemente vivo e vitale sotto l’amorevole sguardo di San Nicola che, da questa città, continua anche oggi a unire misteriosamente i popoli del Levante e quelli occidentali.
Il Centro (CIPO), fondato da uomini e donne di buona volontà, inseriti in diversi contesti della società civile è aperto ai fedeli di qualsiasi confessione religiosa o non, è autonomo e libero di aderire e condividere qualsiasi occasione di interazione e di dialogo.
I membri dell’associazione riconoscono il grande cammino vissuto e condiviso dalla Chiesa Cattolica nel corso degli ultimi 60 anni: un percorso inimmaginabile – per ampiezza e profondità – relativamente alla comprensione della natura dei rapporti con le Chiese Orientali, che si è concretizzato nei documenti: Unitatis Redintegratio e Orientalium Ecclesiarum, del Concilio Vaticano II; nelle encicliche Ut unum sint e Orientale lumen di San Giovanni Paolo II e – più recentemente – nel Vademecum ecumenico dal titolo Il Vescovo e l’unità dei Cristiani.
Questo cammino è stato segnato per sempre dalla grande profezia di San Giovanni Paolo II: “un’espressione che ho più volte adoperato trova il suo motivo più profondo: la Chiesa deve respirare con i suoi due polmoni!” (Ut unum sint e Orientale lumen).
Le modalità più connaturali dell’opera, nell’obiettivo di vivere il riverbero dell’abbraccio fondante, sono: le relazioni, i rapporti, l’accoglienza, la condivisione, gli scambi di esperienze e i progetti di integrazione culturali, religiosi e sociali.
Gli ambiti delle azioni sussidiarie più connaturali all’opera del CIPO sono quindi educative e formative e riguardano le tradizioni e culture dei popoli cristiani nei diversi ambiti di conoscenza: letteratura, arte, musica, storia, religioni e filosofia.
Nel suo operare il CIPO si propone di ripercorrere il metodo che attinge dall’esperienza e testimonianza di Padre Romano Scalfi e di Russia Cristiana: l’ecumenismo vissuto come “offerta di una sincera amicizia in Cristo”, concetto che trova la sua verifica e il criterio guida dell’immedesimazione personale nell’accoglienza e dall’incontro fraterno che nasce dalla fede e si attua nel desiderio di contribuire a quell’aspirazione all’Unità che è anch’essa opera dello Spirito Santo (L. Giussani)
