ANNUNCIO DELL’EVENTO
Gentili Amici,
è con grande piacere che il Centro Interculturale Ponte ad Oriente (CIPO), Vi invita a ringraziare e festeggiare il decimo anniversario della sua nascita, avvenuta in seguito all’imprevisto, storico abbraccio tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill all’Avana il12 febbraio 2016.
Perché ringraziare e festeggiare?
Nessuno di noi, a partire dai primi che hanno iniziato quest’avventura ecumenica culturale, sino ai diversi amici che si sono coinvolti nel tempo, avrebbe potuto immaginare di dedicarsi a quest’opera che è stata ed è misterioso luogo di innumerevoli incontri, dialoghi, rapporti, relazioni e accoglienza.
Sono stati dieci anni di impegno, di condivisione e di crescita, per promuovere il dialogo tra culture, tradizioni e confessioni. Una ricca storia, attraverso diversi eventi: mostre; concerti; presentazioni di libri.
A questo scopo abbiamo voluto promuovere, il 22 maggio 2026, alcuni eventi che richiamino visibilmente il rapporto che ci lega al Mistero e all’aƯetto per i fratelli che hanno condiviso e condividono la nostra mission.
Di particolare interesse e rilevanza ecumenica saranno:
· Ore 16.15, cripta della Cattedrale San Sabino: Ascolto-preghiera con la “prima assoluta” a Bari della nuova versione dell’Inno Akàthistos alla Madre di Dio, curata ed eseguita dal Coro Internazionale San Nicola, formato da cattolici e ortodossi, davanti all’icona della Madonna Odigitria. Saremo accompagnati dalla presenza dell’Arcivescovo di Bari – Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano.
· Ore 18.30, Cripta della Basilica di San Nicola: Celebrazione liturgica di ringraziamento, presieduta dall’Arcivescovo Emerito di Taranto Mons. Filippo Santoro e animata dal Coro Internazionale San Nicola.
· Ore 20.00, Chiesa di San Gregorio: Concerto ecumenico “Perché il mondo creda”, un momento di armonia dedicato al desiderio di unità tra i cristiani attraverso il repertorio originale del Coro Internazionale San Nicola.
Questi momenti, così preziosi, rappresenteranno un’occasione di testimonianza delle vicende più significative della nostra attività e di ringraziamento per il prezioso contributo di tutti coloro che hanno reso possibile questo cammino.
Sarà un onore avere la Vostra presenza in questa importante ricorrenza anche per rafforzare insieme lo spirito di collaborazione e amicizia che ci contraddistingue.
Con viva cordialità.
Mariagraziella Belloli, Michele d’Alba.
Presidenti del CIPO
N.B: si allegano le locandine degli eventi.


Inno Akathistos

Cartoline
Italiano

Russo

Bielorusso

Romeno

Georgiano

RESOCONTO POST EVENTO
Intenzione
Preghiamo la fedeltà di Dio che misteriosamente ci ha affidato questo compito. “di ascolto, incontro, stupore e fiducia”, come ci ha richiamato più volte Papa Leone XVI; “L’umanità ha bisogno di ponti per lasciarsi raggiungere dall’amore di Dio. Aiutateci anche voi a costruirli attraverso il dialogo e l’incontro, perché possiamo essere un unico popolo che cammina nella pace”. Nella profondità misteriosa del Verbo incarnato che continua a generare in ogni uomo e popoli, “Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli” Papa Francesco Enciclica “Fratelli tutti” 3 ottobre 2020
Introduzione richiamare il silenzio e l’ascolto
Siamo grati di vivere questo momento di preghiera davanti alla Madonna Odigitria, consegnando al Signore i tanti doni che ci ha offerto. Incontri, abbracci, ponti e dialoghi. Da anni il 22 maggio, gli amici del CIPO, insieme agli amici ortodossi condividiamo la preghiera l’inno Akatistos e abbiamo sperimentato che nella preghiera risaldiamo la nostra appartenenza al mistero che ci unisce, riconoscendo in San Nicola Taumaturgo il mediatore eccezionale. Anche quest’anno abbiamo accordato con padre Amvroij di poter ringraziare questi 10 anni che abbiamo vissuto insieme in particolare con lui e la sua cara comunità. Grazie
Omelia di S. Ecc. Mons. Filippo Santoro
Nella cripta della Basilica di San Nicola a Bari – 22 maggio 2026
Carissimi amici, in particolare del Centro Interculturale Ponte ad Oriente, del coro della città di Rimini, dedicato a San Nicola e poi fedeli qui riuniti, il Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta il dialogo di Gesù con San Pietro dopo la resurrezione, sempre lungo il mare di Galilea. Il primo incontro che Pietro aveva fatto insieme a suo fratello Andrea e a Giovanni e agli altri era avvenuto proprio lungo il mare di Galilea e qui il Vangelo di oggi mette in evidenza il punto centrale che Cristo illumina: l’affezione.
Gesù domanda a Pietro dopo l’esperienza del tradimento, tre volte lo aveva tradito, mi ami tu? E Pietro con tutto l’imbarazzo dice:” Signore lo sai che ti amo”, ti voglio bene: e Gesù glielo domanda una seconda e una terza volta perché l’esperienza della santità è la trasformazione di tutta la vita nell’incontro col Signore e la trasformazione in particolare dell’affezione, del nostro modo di essere legati alle persone; l’affetto alle persone e quindi l’affezione alla realtà, a tutte le cose.
Quello che San Nicola ci ha testimoniato, quello che anche Santa Rita da Cascia ci ha testimoniato, è l’affezione che nell’incontro con Cristo trova la sua forma piena, la sua soddisfazione più grande. E quindi Gesù lo interroga per tre volte per far venire fuori in Pietro il desiderio del cuore rispetto a ciò che lui più ama.
E così la triplice confessione di fede di Pietro è all’origine anche di quella trasformazione potente che avviene nella sua persona, nei dodici dopo la resurrezione di Cristo e particolarmente dopo la discesa dello Spirito Santo.
L’affezione a Cristo è il fondamento anche dell’unità. Se uno è unito al cuore del mondo, che è Cristo Signore, è unito ai fratelli, senza differenze di razza, di religione, di credo, di cultura, ma in tutti i punti riesce a far prevalere, e a costruire, a partire dal cuore di Cristo, un’unità nuova, un’esperienza di comunione nuova.
Ed è proprio quello che l’esperienza di questo Centro Interculturale Ponte d’Oriente si propone di realizzare, sia nei termini ampi del dialogo ecumenico, sia nei termini più quotidiani di un dialogo tra varie esperienze che qui a Bari per San Nicola si incontrano. E cioè un cammino di unità costruito dalla base, proprio a partire dal riconoscimento dell’amore di Cristo. Riconoscendo l’urgenza dell’unità per cui Gesù ha pregato nell’Ultima Cena e che poi ha messo in evidenza nel dialogo con Pietro e con gli altri apostoli riuniti nel cenacolo. Il valore della comunione come la forma piena dell’umanità mentre il mondo di oggi pratica e predica la divisione in cui domina l’essere ognuno per i fatti suoi: il massimo dell’interesse individuale, il massimo del potere personale a livello di mondo, a livello di società e di qui derivano guerre, divisioni e lotte.
Il punto per cui il mondo si trasforma invece è questa luce nuova; questa conversione che i santi vivono seguendo il Signore Gesù.
Questo luogo dove sono venerate le reliquie di San Nicola, punto d’incontro dell’Oriente e dell’Occidente, è proprio il segno che ha caratterizzato la vita di questo santo: l’amore al Signore che è diventato amore al prossimo, ai poveri, ai bambini. I suoi miracoli famosi, la risurrezione dei bambini, la dote per le ragazze destinate a una vita di malaffare, la carità in tante situazioni anche sociali. Da questo cuore profondo nasce la luce, la speranza, la speranza del mondo. E questo è il modo in cui il Centro Interculturale Ponte ad Oriente ha voluto festeggiare questi dieci anni da quando è sorto e quindi il cammino proprio di un’esperienza che nasce dalla base.
Ed è bello che prima di questa celebrazione sia stato cantato in cattedrale l’Akatistos alla Madre di Dio e che dopo ci sarà un concerto di canto corale. E’ proprio l’esperienza di un popolo che sa di avere la sua nuova origine nella passione morte e risurrezione di Cristo, per cui facciamo l’esperienza di qualcosa che salva per sempre la nostra vita: ma non soltanto la vita che verrà, ma già la vita presente: La bellezza della nostra vita è che il presente è illuminato e contagiato: i rapporti sono trasformati, ciò che era diviso si unisce, ciò che era chiuso nel buio dell’orgoglio si spacca, si spalanca. È proprio qui che nasce l’uomo che vive della comunione.
Tutta l’esperienza della Chiesa sin dalle origini è così, particolarmente nell’Oriente ma anche nell’Occidente, nel nostro Occidente: perciò anche ciascuno di noi è chiamato a rinnovare il suo sì al Signore, il suo sì alla comunione che caratterizza il cammino quotidiano nella preghiera. Che le varie confessioni cristiane possano percorrere questo cammino e questo percorso nell’unità perché il mondo creda, perché il mondo si accorga della salvezza presente e si accorga che non siamo destinati alla distruzione e alla lotta reciproca, ma alla pace, alla giustizia e alla verità.
Preghiamo e affidiamo anche a San Nicola anche questa prossima enciclica che il Papa Leone presenterà a tutti lunedì prossimo perché l’intelligenza artificiale non sia per il potere, lo strapotere di pochi, ma sia per la crescita dell’umano, la facilità maggiore nel dialogo, nell’incontro, nel mettere a disposizione dei più poveri le risorse che ci sono, come ha fatto San Nicola in varie circostanze, in varie occasioni.
Mettiamo nelle mani della Madre di Dio, Nostra Signora Odegitria, questa intenzione per il cammino dell’associazione, per il cammino delle nostre comunità ringraziando per il dono della fede che diventa comunione, che diventa dialogo, che diventa missione. Questa Sacra Liturgia la viviamo come i pellegrini che vengono da lontano, da lontanissimo da tutti i luoghi dell’Europa, dalla Russia, dall’Ucraina, da tutti gli altri posti che non nomino uno per uno con una commozione straordinaria. Qui sono venuti tanti santi; io ricordo che qui abbiamo portato don Giussani poi un’altra volta ho portato don Divo Barsotti, per loro due si è aperto il processo di beatificazione; ed avevano un cuore ecumenico per la vita del mondo!
Cosi veniamo qui anche noi: con la domanda per la nostra vita, per la nostra esperienza, per la salute delle persone che hanno chiesto di pregare per loro, per le famiglie, per i bambini, consapevoli di questo amore straordinario di San Nicola; per i piccoli, per il futuro dei giovani.
E veramente come poveri, chiediamo, per l’intercessione della Madre di Dio e di San Nicola, che questa esperienza che portiamo avanti sia un faro di luce per tutta la Chiesa, a cominciare dalle nostre case, dalle nostre famiglie, dalle nostre comunità e si irradi per il mondo nella certezza che la morte e resurrezione di Gesù è la nostra salvezza, è la salvezza del mondo!
Sia lodato Gesù Cristo.
Messaggio dell’Arcivescovo Satriano

RASSEGNA STAMPA
Cari, abbiamo vissuto, venerdì scorso il 10°anniversario della nascita del Centro Interculturale Ponte ad Oriente (CIPO). Non è stata un’autocelebrazione convenzionale. Quanto abbiamo riscoperto è l’iniziativa misteriosa che ha messo in moto tanta bellezza di incontri, di abbracci e di dialoghi che sono accaduti nell’esperienza del CIPO. Sono arrivate tante testimonianze documentate da incontri e fatti accaduti durante questi dieci anni. Per tale occasione abbiamo voluto lasciare un segno, a tutti gli amici, di questa storia di amicizia realizzando un cartoncino (un particolare dell’Exultet che mette in luce l’ecumenicità del luogo in cui viviamo), il link del servizio televisivo e il dono colmo di benedizione della Lettera che abbiamo ricevuto da Papa Leone XIV. Questa vicinanza ci segna, rendendo ancora più sproporzionata l’opera che misteriosamente stiamo vivendo.
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GALLERIA FOTOGRAFICA







































































































































