Giornata di studio. L’architettura del Complesso monumentale della Chiesa Russa di Bari

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ANNUNCIO DELL’EVENTO

La particolare storia del monumento, la sua unicità in Italia, unita alla grande devozione per San Nicola dei fedeli cristiani ortodossi dei paesi dell’est, unito al secolare pellegrinaggio da Russia, Ucraina, Bielorussia, Bulgaria, Romania, Serbia ha favorito per la prima volta a Bari la realizzazione di una iniziativa di conoscenza comune alle due fedi cristiane che non ha precedenti nella storia di questo luogo di culto e di pellegrinaggio, il complesso monumentale rappresenta infatti, un importante patrimonio, non solo della storia e della tradizione ortodossa, ma anche del nostro territorio pugliese.
L’iniziativa, curata dal Politecnico di Bari, vedrà coinvolti i docenti del Diparti mento di Ingegneria Civile e dell’Architettura del Poliba e studiosi russi, esperti dell’architettura e cultura ortodossa. Particolarmente efficace si è dimostrata la collaborazione ed i contributi forniti da ricercatori e studiosi russi che hanno approfondito gli aspetti storici, architettonici ed artistici dell’opera realizzata dall’arch. Ščusev.
Per queste ragioni è stata promossa per giovedì, 12 settembre 2019, la Giornata di studio “L’Architettura del Complesso monumentale della Chiesa Russa di Bari, Il progetto di Aleksey V. Ščusev. Storia, costruzione, iconografia, culto”.
L’evento si terrà nell’Aula Magna “Domus Sapientiae” del Dipartimento di Ingegneria Civile e di Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari (Campus universitario).
Nel corso della giornata di studio, verranno presentati sia i risultati di ricerche e studi di docenti e ricercatori del Diparti mento DICAR del Poliba, che hanno approfondito gli aspetti documentari, archivistici ed urbanistici utili a chiarire l’inserimento e l’evoluzione che l’opera ha prodotto nel contesto socio-culturale della città, sia quelli degli studiosi russi, che hanno approfondito gli aspetti storici, architettonici ed artistici dell’opera.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bari e consentirà agli iscritti all’ordine, che parteciperanno alla Giornata di Studio, di acquisire dei CFP.
L’evento ha ottenuto i patrocini della Chiesa Russa di san Nicola di Bari; Basilica di san Nicola; Società Ortodossa Imperiale di Palestina; Centro di Cultura Russa in Puglia; Università Ortodossa Umanistica San Tichon di Mosca; Facoltà teologica Pugliese; Centro Studi Nicolaiano; Regione Puglia; Puglia promozione – Agenzia Regionale per il Turismo; Comune di Bari; Città Metropolitana di Bari; Consolato Onorario della Federazione Russa in Bari.

LOCANDINA E BROCHURE

VIDEO DELLA PRESENTAZIONE

RESOCONTO POST EVENTO

GALLERIA FOTOGRAFICA

PRESENTAZIONE DEI CURATORI

Nel presentare gli atti della giornata di studio, del 12 settembre 2019, “L’Architettura del complesso monumentale della chiesa russa di Bari. Il progetto di Aleksej V. Šcˇusev. Storia, costruzione, iconografia, culto”, i curatori hanno ritenuto opportuno far cogliere, attraverso i fatti che sono accaduti, come è nato l’interesse da parte di alcuni studiosi baresi di cimentarsi nella scoperta e nella conoscenza di questo complesso monumentale, ancora sconosciuto alla collettività barese e nazionale. L’incipit di questa conoscenza avviene alla metà di agosto del 2016 quando, in occasione della sua visita a Bari presso la basilica di San Nicola, il prof. Aleksandr Filonenko, docente dell’Università nazionale “Vasyl’ Karazin” di Charkiv (Ucraina), incontra un gruppo di amici baresi. Durante una cena il prof. Aleksandr Filonenko ebbe modo di conoscere il rettore temporaneo della chiesa russa di Bari, padre Andrej Bojtsov, e di stabilire da subito un dialogo sulla base di una comune conoscenza ideale e spirituale, iniziata durante gli anni giovanili: si trattava del Metropolita di Londra, Antonij di Surož. Entrambi espressero immediatamente il desiderio di far conoscere questa gran de personalità spirituale ortodossa, vissuta durante il XX secolo, alla collettività bare se. Padre Antonij era una delle poche voci, presenti in Occidente, in grado di comunicare, attraverso la BBC londinese, con il popolo russo assoggettato al regime comunista. In quella occasione il prof. Filolenko sollecitava, inoltre, a guardare la presenza ortodossa a Bari non solo come una tradizione o un’espressione di un particolare folklore religioso, ma come una presenza viva del Signore nella storia contemporanea: «I baresi devono conoscere la spiritualità ortodossa».

Questa proposta trovò interesse in alcune delle persone presenti in quella cena e in seguito presso altre le quali, dopo innumerevoli verifiche e contatti, vennero a conoscenza di una mostra sul Metropolita Antonij di Surož, realizzata dalla Fondazione dell’amicizia dei popoli in occasione dell’edizione del 2015 del Meeting di Rimini. I curatori della mostra di Rimini si mostrarono disponibili a collaborare e ad approfondire il progetto. Davanti ad un patrimonio così attuale di storia, di vita e di dialogo che il Metropolita Antonij di Surož introduceva nella collettività barese, fummo presi da un sano entusiasmo, condiviso da padre Andrej Bojtsov e altri amici ortodossi presenti in Puglia e in Italia, fino a maturare l’ipotesi di coinvolgere, per la realizzazione della mostra, il Dipartimento Turismo, Economia e Cultura della Regione Puglia.

Da subito abbiamo constatato un’adesione convinta al progetto, tesa a valorizzare le relazioni che stavano emergendo dal basso tra diverse persone, ortodosse e cattoliche, dando nuovo spessore ad una trama di rapporti culturali tra il mondo europeo occidentale e quello orientale.

L’esposizione documentaria, intitolata «Per me vivere è Cristo». Mostra sulla vita del Metropolita Antonij di Surož, venne ospitata e presentata il 9 dicembre del 2017 presso la chiesa russa barese di San Nicola Taumaturgo del patriarcato di Mosca. La mostra fu presentata da alcuni dei principali curatori: Aleksandr Filonenko, Elena Mazzola e Mitry Strotsev.

Durante la sua esposizione pubblica, avvenuta tra il 9 e il 21 dicembre, si sono verificati alcuni fatti eccezionali: i visitatori manifestavano stupore e meraviglia nella conoscenza di una personalità così originale come quella del Metropolita, e gli 800 baresi circa che la visitarono ebbero modo, per la prima volta, di scoprire gli ambienti interni di un monumento tanto familiare quanto sconosciuto alla collettività cittadina. Questa diffusa curiosità e il desiderio di conoscere la chiesa russa di Bari ha incrementato in alcuni di noi, organizzatori della mostra, la familiarità con quel luogo, con il rettore della chiesa russa di Bari e con diversi amici ortodossi residenti in Puglia e in Italia.

Animati dalla volontà di continuare a coltivare i rapporti che erano germogliati, ipotizzammo la realizzazione di un nuovo progetto: approfondire la conoscenza del complesso monumentale della chiesa russa di Bari, della sua storia, delle sue peculiarità architettoniche, del suo patrimonio iconografico e della tradizione legata al culto.

La condivisione di questo progetto si estese dai colleghi del Politecnico di Bari ad altri studiosi russi, appartenenti a diverse università di Mosca, coordinati dalla regia di Michail Talalay, ricercatore dell’Accademia Russa delle Scienze, approdando alla organizzazione di una giornata di studio intitolata: “L’Architettura del complesso monumentale della chiesa russa di Bari. Storia, costruzione, iconografia, culto”. L’evento ebbe luogo il 12 settembre 2019, presso l’Aula Magna Domus Sapientiae del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura (DICAR) del Politecnico di Bari. I curatori della giornata di studio, da subito, si resero conto che il tentativo di conoscere questo luogo dipendeva dal coinvolgimento degli studiosi russi, dal loro patrimonio culturale, scientifico e religioso, che solo poteva introdurci alla migliore conoscenza di un mondo tanto lontano, quanto presente nel capoluogo pugliese. Ci sollecitava, infatti, la consapevolezza di una curiosità e di una domanda comune a tutti i visitatori della nostra città, stupiti dalla profonda relazione tra la cultura e la tradizione locale e quella dell’Europa orientale a partire dal culto di san Nicola. La risposta emerge nel vitale e diffuso culto di uno dei santi più venerati della Cristianità, sul quale convergono differenti tradizioni culturali e devozionali, da Oriente a Occidente, incontrandosi e fondendosi armoniosamente e inaspettatamente.

Gli studiosi e i ricercatori che hanno promosso la giornata di studio erano, perciò, mossi dall’intenzione di avvicinarsi al complesso monumentale per svelarne la ricchezza, la storia e la tradizione tanto radicata da generare un luogo così significativo per molte persone appartenenti a nazioni e lingue diverse.

Voluto e costruito, agli inizi del secolo scorso, dalla Società Imperiale Ortodossa di Palestina, poi acquisito dal Comune di Bari ed oggi ceduto al patriarcato di Mosca, il complesso monumentale della chiesa russa esprime, con solida e visibile concretezza, la storia e la religiosità del popolo ortodosso, che la chiesa russa custodisce e rappresenta, grazie al fervido attaccamento dei pellegrini che, per tradizione secolare, considerano essenziale la tappa a Bari e al Santuario del suo Patrono nel pellegrinaggio verso la Terra Santa.

Con questa consapevolezza i promotori hanno maturato il proposito di illustrare il valore storico e architettonico di un’opera che viene da lontano, ma è profondamente legata al territorio pugliese.

I contributi degli studiosi intervenuti, raccolti in questi atti della giornata di studio, hanno messo in luce i diversi aspetti del complesso monumentale, permettendo all’uditorio di esplorare la storia de “Il pellegrinaggio russo nella città di Bari” lungo i secoli e di avvicinarsi al tema della presenza ortodossa a Bari nel saggio “La chiesa russa di Bari attraverso i suoi protagonisti”. È stato inoltre possibile riscoprire l’affascinante sforzo e l’impegno della Società Imperiale Ortodossa di Palestina per “L’architettura russa ecclesiastica e di accoglienza dei pellegrini, sull’esempio della Terra Santa”, estendendo la trattazione alla storia dell’architettura delle chiese ortodosse in Russia di inizio Novecento e all’artefice del monumento barese, uno degli architetti più autorevoli dell’epoca, a cui sono stati dedicati due specifici interventi: “Aleksej Šcˇusev e le ricerche di uno stile architettonico per la chiesa e la foresteria di San Nicola a Bari” e “La chiesa di San Nicola a Bari nel contesto dell’architettura sacra di Aleksej Šcˇusev”.

Alla fine del percorso gli studiosi del convegno si sono cimentati nel documentare gli eventi e i processi politico-istituzionali che portarono alla costruzione ed all’inquadramento dell’edificio ecclesiastico nel contesto sociale della Bari dell’epoca: “Bari Novecento. La chiesa ortodossa di San Nicola e l’albergo dei pellegrini”; evidenziando infine gli elementi tecnico costruttivi che quest’opera ha comportato con “L’intreccio fra il progetto, la tradizione costruttiva e l’esecuzione dei lavori”.

I contributi hanno favorito e aperto un orizzonte sconfinato di conoscenza, inaspettata e sorprendente, lasciando in ciascuno dei partecipanti il desiderio di avvicinarsi a questa storia e di poterla condividere con gli amici, con la cittadinanza barese e con la collettività regionale e nazionale, come una vera risorsa per il bene comune e come una tradizione religiosa e culturale ancora da riconoscere e coltivare.

La speranza dei curatori, come di tutti gli studiosi che hanno offerto il loro contri buto e delle numerose persone della società civile che hanno contribuito alla promo zione dell’evento, è di procedere nella consapevolezza e nell’integrazione tra i popoli di Oriente e di Occidente, affinché possano ritrovare in questa Terra di Bari e di Puglia una culla accogliente e positiva.

Un doveroso e gradito ringraziamento al dott. Michail Talalay, che ha generosamente provveduto nel corso della giornata di studio alla traduzione in aula dal russo delle relazioni degli studiosi stranieri, e in ultimo all’ing. Maria Romano che ha curato la segreteria organizzativa dell’evento.