Il Pellegrino e la sua dimora. L’architettura di Aleksej V. Scusev in Italia e il complesso monumentale di San Nicola Taumaturgo.

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Questo agile volume è una pietra miliare nella storia della Chiesa russa di Bari. È vero che, a parte le varie pubblicazioni russe su questo o quell’aspetto, gli scritti di G. Cioffari e M. Talalay, avevano già abbondantemente trattato l’argomento. Ma, nel nostro caso, grazie alla collaborazione fra il Politecnico di Bari e analoghe istituzioni russe, come tra le altre l’Accademia russa delle Scienze e l’Università ortodossa di San Tichon a Mosca, sono stati raggiunti interessanti traguardi nel campo della storia dell’architettura della nostra chiesa.

Dopo i saluti e l’introduzione generale di Irina Jazykova, che ha parlato in generale su Nicola come patrono comune per l’Oriente e l’Occidente, Michail Talalay ha affrontato un tema a lui congeniale: “Il pellegrinaggio russo nella città di Bari”. Non solo ha riportato le testimonianze dei pellegrini più famosi, ma ha anche contestualizzato il pellegrinaggio barese nel quadro più ampio dei russi in Italia, con alcuni accenni anche alla peculiarità ortodossa di questi pellegrinaggi.

Il contributo del P. Gerardo Cioffari ha avuto un carattere prevalentemente storico: “La chiesa russa di Bari attraverso i suoi protagonisti”. Dopo la preistoria degli acquisti russi a Mira, è passato al ruolo della Società Imperiale Ortodossa di Palestina, e soprattutto alla luminosa e decisiva figura di Elizaveta Fëdorovna (assassinata dai sovietici nel 1918). Nell’affrontare il ruolo di Nikolaj D. Ževachov e dei suoi processi contro le richieste sovietiche finendo per vendere la chiesa al comune di Bari, l’autore ha tratteggiato l’aspetto ecclesiastico delineando la storia dei contrasti fra patriarcato di Mosca, chiesa russa di Parigi e chiesa russa di Karlovcy (Oltre Frontiera). Ha quindi fatto la storia del passaggio al patriarcato di Mosca, non senza prima aver reso omaggio alla monaca che è vissuta in questa chiesa sperimentando dolorosamente le spaccature della chiesa russa provocate dalla rivoluzione bolscevica.

Molto interessante l’allargamento della visuale al grande impegno russo in Palestina verso la metà del XIX secolo. Questo il senso del contributo di Kirill Vach: “L’architettura russa ecclesiastica e di accoglienza dei pellegrini sull’esempio della Terra Santa”. Con Jurij Savel’ev si è poi entrati nel tema specifico: “Aleksej Ščusev e le ricerche di uno stile architettonico per la chiesa e la foresteria di San Nicola di Bari”.

Con questo contributo la conoscenza dell’aspetto storico-architettonico ha segnato un progresso. Infatti, se per gli Italiani Ščusev è una figura poco conosciuta, non così per i russi, e non soltanto perché è anche autore del progetto del mausoleo di Lenin a Mosca. Ščusev era infatti, nonostante la giovane età, uno dei più noti architetti di inizio XX secolo, con una grande capacità espressiva (abilissimo nel dare disegni che esprimessero i principali stili). All’inizio del secolo predominavano tre stili: 1. Mosca-Jaroslavl’ XVI-XVII secolo, 2. Novgorod-Pskov XI-XV secolo, e 3. Neobizantino. Ščusev aveva una grande padronanza di tutti e tre, tale da poter soddisfare qualsiasi esigenza dei committenti. (ha progettato anche la chiesa russa di Sanremo). L’articolo del Savel’ev è impreziosito dalle numerose riproduzioni dalla rivista di architettura Zodčij del 1914.

Il contributo successivo completa il precedente, in quanto, staccandosi in parte dall’argomento barese, presenta “La chiesa di San Nicola di Bari nel contesto dell’architettura sacra di Aleksej Ščusev”. Esso ci fa conoscere infatti la qualità e la prolificità di questo architetto che seppe oltrepassare la profonda crisi vissuta dalla Russia tra l’epoca imperiale e il governo bolscevico.

Con Giuseppe Carlone il volume torna a Bari, narrando la “Bari Novecento. La chiesa ortodossa di San Nicola e l’albergo dei pellegrini”. L’autore è interessato soprattutto alle scelte urbanistiche, ed in particolare alla nascita di questa chiesa nel momento della formazione dei quartieri della città. L’articolo di Giuseppe Berardi, del Politecnico di Bari: “L’intreccio fra il progetto, la tradizione costruttiva e l’esecuzione dei lavori”, integra il quadro degli studi precedenti soffermandosi sia sulla committenza che sui cantieri e sui vari corpi di fabbrica che si sono susseguiti anche dopo il 1913 e fino al 1931.

Questa pubblicazione è davvero preziosa perché arricchisce autorevolmente la conoscenza della storia della nostra chiesa russa, corredandola tra l’altro di una eccezionale ricchezza iconografica. [G. C.]