L’evento del concilio di Nicea ieri e oggi, cosa dice all’esperienza umana e cristiana che condividiamo

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ANNUNCIO DELL’EVENTO

Gli amici del CIPO sono lieti di condividere una giornata di convivenza e di conoscenza in occasione della ricorrenza del 1700º anniversario del Concilio ecumenico di Nicea. Da venerdì 5 (h 17.00) a sabato 6 settembre (h 19.00) presso Casa San Paolo Martina Franca (TA).

Ci accompagnerà nella riflessione Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo Emerito di Taranto.

Per informazioni e prenotazione contattare il seguente recapito telefonico: +39 329 295 6328

Di seguito:

RESOCONTO POST EVENTO

Lezione sul Concilio di Nicea 325 don Filippo Santoro

TESTIMONIANZE

Pervenute prima e subito dopo della giornata di convivenza.

Dario

Da quando ho scoperto a maggio di avere una recidiva del Linfoma, sono stato colto da una ricerca del positivo in ogni evento. Il mio miglior nemico si e’ manifestato non in forma aggressiva ma tale fa farmi guardare un Mistero che mi raggiunge ogni giorno e che mi dice carpe diem. Dire che non faccio chemio, non mi annulla la paura ma rende luminosa la strada che percorsa con passo cadenzato, mi fa stare meglio. Inquieto ma fiducioso, mi affido al Cristo che soffre ogni giorno con me ma gioisce per i miei progressi in una nostalgia del futuro che rende la compagnia di alcuni amici del CIPO, lampada ai miei passi.

Sensiana

Caro Michele, amico discreto ma forte, uno dei segni dell’amore di Dio x me…
Grazie delle belle immagini della vacanza in montagna che hai condiviso!
In passato ho avuto già la certezza di una guida buona e forte che vegliava su di me, fin dall’adolescenza, ma forse mai così potente come nella prova della malattia di mio marito, durata ben 27 anni…
È stata la speranza in un bene ultimo, in un miracolo, la speranza nella sua guarigione che mi ha sostenuta durante questo lungo periodo, segnato a volte da delusioni, sempre dalla preoccupazione e dalla incapacità di comprendere fino in fondo quale era il senso di tutto questo dolore.
Tu, Michele, mi hai fatto incontrare i Quadratini di don Eugenio Nembrini, che sono stati una compagnia potente negli ultimi anni di vita di mio marito, quando non potevamo più partecipare in presenza alla messa e nemmeno uscire di casa e incontrare alcuno. Abbiamo abbracciato la nostra croce sempre insieme, mio marito e io, sostenendoci a vicenda e sentendo il suo peso ma anche constatando che la croce ci era di sostegno e ci dava una forza che noi non avevamo.
Abbiamo sperimentato anche la bellezza dello stare insieme a Gesù nella nostra sofferenza. Adesso Mimmo è nella casa del Padre, ormai da 2 anni e vivere senza di lui x me non è possibile. Infatti, Dio mi ha donato dei nipotini nei quali vedo un po’ di mio marito: in ogni separazione una consolazione! È questa la meraviglia della mia vita e volevo condividerla con te e ringraziarti per il dono della tua amicizia!

Grabriela

Sono Gabriela Molina, argentina. Sono venuta in Italia per lavorare a un progetto di ricerca all’Università di Bari, e questa occasione mi ha anche dato la possibilità di ricontrare Comunione e Liberazione, che mi aveva colpito profondamente quando ne avevo fatto esperienza dieci anni fa. Un altro motivo molto forte per essere qui era poter ritrovare i miei due figli che studiano in Italia.
Nel 2023, oltre a riconnettermi con CL, ho avuto il dono di entrare a far parte del “CIPO”, un piccolo gruppo che lavora per consolidare i legami con la tradizione ortodossa, promuovendo la pace tra ucraini, russi e, in generale, l’unità tra tutti i cristiani.
In Argentina, questa realtà è forse più lontana. Per questo, farne parte qui è stato come spalancare il cuore a un nuovo sguardo: uno sguardo capace di cogliere la bellezza delle persone, delle loro culture, della loro storia. Questa esperienza mi ha insegnato che, quando si apre il cuore a nuove realtà e si accolgono persone diverse, si riceve molto di più di quanto ci si aspetta: si viene riempiti di speranza. Ho percepito con forza che quando si fa spazio agli altri, anche solo un po’, il dono della speranza arriva da solo, come un respiro leggero ma profondo. I doni ci sono, sono già lì, a portata di mano: dobbiamo solo avere il coraggio di abbattere le barriere — dentro e fuori di noi. E quando questa speranza ha iniziato a fiorire nel mio cuore, è nata spontaneamente una parola semplice e potente: “grazie”. Un grazie a Dio, che ama ogni persona con un amore pieno, libero e senza preferenze.
Ed è con questo stesso senso di gratitudine che penso a persone come Fiorella, Angelo, Michele e a tanti altri amici che hanno reso questo cammino non solo bello, ma anche profondamente umano.

Michelangelo

Conosco Michele da circa 10 anni per mezzo di un amico comune nella fede (Gaetano Laghezza) e anche se non ci vediamo spesso (esco di casa molto poco) le sue visite mi sono sempre gradite perché sono sempre ricche di speranza.
Sapevo che Michele è sempre impegnato in mille attività ma solo pochi mesi fa mi ha parlato dell’associazione. E quando è venuta fuori la necessità di creare un sito internet mi sono subito offerto volontario. Per due motivi.
Primo, perché in questo periodo storico, soprattutto nei Paesi occidentali – in cui la “cultura” dominante vuole che tutto sia merce, che tutto abbia un costo e che tutto abbia un prezzo, compreso l’uomo – il Vangelo appare l’unica strada alternativa valida con il suo invito alla carità, al dono di sé, del proprio tempo e dei propri talenti. Nel mio piccolo, nel tentativo di seguire questa strada alternativa, metto a disposizione le mie modeste capacità informatiche acquisite da autodidatta.
Secondo, perché mi piace pensare che – se non avessi avuto l’incidente – molto probabilmente dopo la laurea in ingegneria sarei volato via in qualche città del Nord Italia o all’estero per diventare un’anonima “risorsa umana” che lavora per arricchire senza senso una multinazionale qualunque. E invece Qualcuno – che mi ha messo qui ed ora – forse ha voluto anche che rimanessi qui, come suol dirsi dalle nostre parti “spezzato di gambe”, forse perché possa dare il mio contributo qui, nella mia città e per la mia città. Infatti penso che – proprio come gli uomini – anche le città hanno le loro “vocazioni”. La vocazione della città di Bari potrebbe essere proprio quella di fare da ponte tra le due Chiese grazie alla figura di San Nicola.
Quindi collaborare con il CIPO per me è un’ottima occasione per dare il mio contributo per Dio, per gli altri, per la mia città e per me stesso.
Ringrazio Michele e gli amici del CIPO.
Nota tecnica: il sito internet anche se già online è completamente modificabile. Ogni suggerimento è ben accetto.

Raffaella Castellaneta

Ho aderito alla giornata proposta dal Centro Interculturale ponte di Oriente, tenutosi a Martina Franca, presso l’oasi San Paolo, grazie anche all’ospitalità del Mons. Filippo Santoro, sul tema,: L’evento di Nicea, cosa oggi dice alla nostra esperienza umana e cristiana che condividiamo”, in primis per il rapporto che si è consolidato negli ultimo due anni con Michele D’Alba, in quanto abbiamo condiviso l’iniziativa per il Banco Alimentare, quali corresponsabili, presso un noto ipermercato di Casamassima.
Pertanto, questo inverno sono stata invitata da Michele D’Alba, per la prima volta, a partecipare, come addetta alla Segreteria, alla mostra su Solzenicyn; ho potuto percepire durante la mostra, l’amore e la passione di tutti gli iscritti del CIPO, per la realizzazione dell’evento/mostra, senza tener conto degli esiti positivi che erano visibili agli occhi di tutti.
Era evidente il coinvolgimento dei giovani studenti sia come guide che in qualità di segreteria nel loro ruolo di accoglienza e dei giovani studenti in qualità di visitatori, che spesso giudicati superficiali, erano mossi da un desiderio di verità e hanno evidenziato grandi riflessioni e maturità di giudizio, questo grazie agli amici del CIPO.
Il mio apporto con Michele D’Alba, si è consolidato, con una piccola vacanzina nel Salento, che ha visto partecipe anche la Presidente del CIPO, Prof. Mariagrazia Belloli.
L’entusiasmo dei protagonisti del Cipo, mi ha portato a voler invitare ai due giorni a Martina Franca, altri miei due amici del movimento di CL, in sede a Canosa, per rendere visibile, l’amicizia, l’entusiasmo, la condivisione, la fede che tiene uniti i tanti volti, protagonisti importanti del Centro Interculturale.
Questa Grazia si rende più evidente, quando la si confronta, con il rapporto con altri amici, conoscenti o anche parenti, ove il più delle volte, emerge l’individuo; questa differenza, tra “individuo” e “persona”, mi è stata chiara, durate l’Assemblea a Martina Franca, dalla lezione di Mons. Filippo Santoro, ove ha evidenziato che l’individuo sviluppa l’individualismo, mentre la persona mette al centro, il cuore dell’altro e tutte le nostre attività devono aver orige dalla fede, dall’amore a Cristo e dall’amore per il cuore dell’altra persona.
Ringrazio tutti gli amici del movimento, tutti i protagonisti dell’evento a Martina Franca, tutti i protagonisti alla lezione sul Concilio di Nicea, tenuta da Mons. Filippo Santoro, perché come sempre, sono per me, una fonte di abbeveraggio che hanno contribuito ad arricchirmi, condividendo la fede, la cultura, lo stupore, le bellezze artistiche, l’amicizia e mi permette di poter affrontare e vivere meglio la realtà che vivo, nel quotidiano.

Padre Manuel Albano

Anton

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