Mostra “San Nicola Taumaturgo”. Messaggi.

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Messaggio mons. Filippo Santoro

Carissimi amici, carissima Fiorella, carissimi amici tutti organizzatori della mostra “San Nicola Taumaturgo, Luce di pace per i popoli d’oriente e d’occidente”, queste opere artistiche di bambini e ragazzi di San Pietroburgo costituiscono veramente un momento di stupore straordinario. Dice San Gregorio di Nissa “Solo lo stupore conosce, i concetti creano idoli” e questa mostra, fatta da disegni di bambini, è proprio un invito allo stupore, lo stupore che nasce dalla contemplazione del Santo perché attraverso quel volto si scopre il volto di Cristo carico di persuasività, che ti invita a seguirlo. Questi bambini riescono a rappresentare, più che gli adulti, la meraviglia dell’incontro col Signore nelle varie tappe della mostra che ho potuto vedere: il volto del santo, i miracoli, la sua caratteristica di vicinanza alla Chiesa, il suo essere punto di riferimento per la pace tra la Chiesa di oriente ad occidente. Ma proprio l’aspetto più bello di questi dipinti è che rappresentano la suggestività del Santo di Myra e del Santo di Bari e poi ancora di più rappresentano a me la suggestività del volto di Cristo che è un invito a seguirlo. Proprio così è stato per me fare il mio pellegrinaggio a Kyiv, in Ucraina. La prima sera, arrivando da Cracovia a Leopoli, ho dovuto già sperimentare la precarietà della vita quando, appena arrivato in albergo, dopo aver fatto il check in, mi hanno detto che se avessi sentito le sirene avrei dovuto lasciare la stanza per scendere nei sottofondi, nei bunker, per ripararmi dalle bombe e sono andato a dormire consapevole del rischio che correvo. Grazie a Dio, per la preghiera di tutti gli amici che mi hanno accompagnato, non sono cadute le bombe nei quattro giorni che sono stato prima Leopoli e poi a Kyiv. Ma vi voglio dire, parlando dello stupore, quando la mattina dopo essere arrivato a Leopoli, sono partito in macchina per Kyiv con altri due amici di questa associazione “L’isola che non c’è”, un giornalista e un professore universitario di Medicina, e la mattina, come costumo fare, dico le preghiere. Erano le 5 del mattino, mattinata buia, piovosa, ed io comincio a recitare i salmi e mentre recito i salmi mi accorgo che sono di una bellezza straordinaria, come sono tutti salmi, “Signore mia roccia, mia fortezza, mio scudo, mia difesa accompagnami,… ma se tu non mi parli io sono come chi scende nella fossa” e allora mi sono detto “ma invece di dirli da solo perché non li dico con questi altri due che stanno con me?” ed ho chiesto discretamente “ma volete sentire anche voi la preghiera dei salmi che è bellissima?” “Si, si, Don Filippo preghiamo insieme” e allora li ho recitati, li ho pregati, proprio perché pregavo per la pace e loro si sono commossi tanto che, quando hanno dato una valutazione dei giorni, il giornalista, tra le cose che più l’ha colpito di tutta la missione, oltre ad aver consegnato un bassorilievo raffigurante San Michele alla chiesa greco cattolica di Kyiv, al patriarca di kyiv e che è stato il punto centrale della missione, il giornalista ha detto: ”per me il punto centrale è stato quando Don Filippo ci ha invitati alla preghiera, il contenuto della preghiera, ma soprattutto come l’ha detta questa preghiera, ci ha riempiti di luce, è stato un bagliore di luce nella notte oscura di Leopoli”. E così questo stupore ci ha accompagnati nel pellegrinaggio, nella missione fatta da noi per portare questo bassorilievo raffigurante San Michele arcangelo a Kyiv. E il prossimo, raffigurante San Nicola, lo porteremo a Mosca, al più presto. Lo abbiamo portato carichi di stupore per l’accoglienza che ci ha fatto il patriarca greco cattolico, che però non ha potuto celebrare la liturgia della benedizione del bassorilievo perché è andato al fronte a celebrare le esequie dei soldati ucraini morti in guerra e ha celebrato con me la benedizione del bassorilievo il vescovo ausiliare di kyiv. E lui ha detto “Ma che cosa straordinaria che voi condividete la nostra fede, condividete il nostro dolore e anche ci offrite la speranza”. Aveva detto il patriarca “l’unica cosa che possiamo fare è, proprio per invocare la pace, la preghiera. E’ la cosa più importante”. Lo stupore ci ha accompagnati e ci ha fatto vivere i vari momenti. Anche l’ambasciatore italiano in Ucraina è stato colpitissimo dal nostro gesto di lasciare un bassorilievo artistico. E poi ancora l’unità svolta tra noi tre che eravamo stupiti di quello che accadeva, di come siamo stati accolti, e anche della protezione del Signore che abbiamo avuto. La mattina quando siamo tornati, arrivati a Bari, ascoltiamo alla televisione ”Bombe su kiev! per fortuna annullate dalla contraerea ucraina”, abbiamo quindi corso un rischio grande, ma il rischio è bello. Ma tornando a questi quadri sono di uno stupore e di una bellezza straordinari. Vedete la descrizione dei volti del santo. Questo, che è il volto presente anche nel manifesto di invito alla mostra, bellissimo! il volto luminoso di San Nicola, la mitria dorata, il cielo, tutto nel segno dello stupore. E ancora la rappresentazione dei miracoli: san Nicola amico dei bambini, delle donzelle da matrimonio, amico degli operai mentre lavorano, lui patrono della chiesa, lui che è fedele a mantenere la “regola fidei” proprio perché la bellezza della fede non si contaminasse ed è realmente all’insegna della meraviglia quest’opera straordinaria che voi avete messo su. Purtroppo non posso partecipare di persona, ma sento il cuore vibrante, come voi tutti, di questa iniziativa fatta, che sia un passo ulteriore per la pace, come quello che cercherò di fare agli inizi di luglio a Mosca, se possibile, sono già in contatto con l’arcivescovo cattolico, nostro amico, Sua Eccellenza monsignor Paolo Pezzi che è in contatto con il patriarca ortodosso della città di Mosca e quindi ci stiamo organizzando per portare loro un bassorilievo. Il rischio è bello, si corre il rischio per accompagnare il Santo Padre nell’avventura della pace, nella profezia della pace, ma anche questi bambini che fanno i loro dipinti sono collaboratori di questa profezia della pace per la quale noi diamo tutte le nostre energie e mentre diamo il nostro contributo lo stupore cresce, lo stupore della bellezza di seguire Cristo attraverso i suoi santi attraverso questi piccoli artisti pieni di bellezza, di meraviglia. Grazie! Un abbraccio un saluto a tutti.

Messaggio mons. Paolo Pezzi

Cari amici, purtroppo per una difficoltà dovuta ad un disguido mi trovo in treno e proprio al momento del mio intervento c’è stata questa caduta della linea.
Desidero innanzitutto ringraziare la professoressa Maria Graziella Belloli per l’invito a questo evento che io reputo molto importante. Santa Caterina diceva che occorre sempre pensare in grande. Cosa significa? Significa avere la coscienza che attraverso dei piccolissimi gesti noi portiamo un contributo alla causa non solo della pace ma alla causa della salvezza del mondo intero.
Devo dire che la maestra Marianna* ha avuto molto coraggio* a fare questa mostra e anche sono contento che si sia fidata del suo buon fiuto. Si Mons. Pezzi ha ragione! Dobbiamo sempre pensare a Dio
Questa mostra parla di una cosa che è andata perdendosi negli ultimi decenni: l’esperienza dello sguardo, la capacità di guardare e di accogliere il reale per quello che è. Questa mostra vuole essere un contributo a risvegliare in noi questa esperienza. In questo il contributo dell’arte, della cultura è veramente immenso perché ci permette di entrare fino alla radice del reale, fino al Mistero di Dio che fa ora tutte le cose. Niente come un artista, un poeta è capace di suscitare nel cuore di ognuno di noi le corde più intime del rapporto col Mistero.
Questa mostra vuole essere un contributo alla pace e, mi permetto di aggiungere, all’amicizia. Nasce infatti dal un’amicizia, e grazie al dilatarsi di quest’amicizia ha il coraggio, com’è stato detto molto bene da Monsignor Santoro, di entrare nel merito delle questioni che oggi ci toccano così fortemente da vicino, prima tra tutte, appunto, la pace.
Ed un ultimo accenno vorrei farlo all’ecumenismo. Queste Iniziative sono iniziative di un reale ecumenismo; cioè un dialogare, un rapportarsi che non è imporre qualcosa ma è testimoniare. E la testimonianza è sempre una proposta, un invito.
Ecco mi auguro che possiate avere grandi frutti da questa iniziativa perché realmente è un miracolo, cioè qualcosa che ci fa pensare a Dio che è il grande escluso dalla vita di oggi. E ci fa non solo pensare a Lui ma ci fa desiderare che torni ad essere il protagonista della nostra vita quotidiana.

Messaggio (video) Marianna Nikol’skaya Anatolievna

Дорогие друзья!
Я рада приветствовать вас из Петербурга!
Я рада, что образ Святого Чудотворца Николая объединяет нас и вдохновляет на новые проекты и контакты.
В это непростое время мы не оставляем попыток сохранить добрые человеческие чувства, взращённые любовью к нашему общему Святому – Святителю Николаю.
Чудотворец, призывающий нас к любви и вере, присутствует всюду и везде, всюду, где есть верующие и боголюбивые семьи, неважно какой они веры – католической или православной.
Для наших детей и для всех нас особенно ценно, что именно сейчас мы призываем Святого Николая, чтобы призвать народы к миру.
Когда мы с детьми – учащимися Этнокультурного Центра Китежград, рисовали портреты святого и сцены из его жизни, ситуация в мире была совсем другой. Сейчас мир стал ещё более опасным.
Нам всем нужна Божья помощь. Поэтому эта выставка является ещё одним явлением коллективной молитвы и приношением святому.
Меня не перестаёт удивлять, как точно и как тонко написаны пояснительные тексты. Удивительное проникновение в природу детского восприятия. Я безмерна благодарна всем неравнодушным людям, всем организаторам этой выставки!
Микеле Д,Альба, Михаилу Талалаю, Фьорелле Карадонне Москателли, Кьяре Трокколли и всем тем, кто к этому причастен в той или иной степени.
Фиорелла и Кьяра очень хорошо донесли те мысли и те чувства, которые наши дети часто интуитивно вкладывали в свои работы.
Они правильно поняли и спокойствие, исходящие от святого, и всепрощающий взгляд, и озарённое светом его лицо.
Как внимательно наши итальянские друзья рассмотрели детские картины! Они заметили и выражения лиц трёх сестёр, и монахов на колокольне, и маму с дочкой, идущую к храму, и бережное перенесение мощей в Бари.
Очень правильное было замечание, что сам святой покровительствовало перенесению мощей в Бари. И теперь, по прошествии веков, мы согласны с этой великой миссией. И мы благодарны барийцам за сохранение величайшей святыни христианского мира – мощей Святителя Николая.
Как глоток свежего воздуха для каждого христианина – прикосновение к святым мощам Николая. В наших планах было привезти юных художников к базилике Святого Николая в Бари. Но увы, обстоятельства выше нас. Пандемия, а затем и нынешнее состояние дел не позволяют реализовать наши планы.
Нам остаётся только мечтать о том, что когда-нибудь мы снова сможем прикоснуться к святым мощам – источнику святости и очищения, сможем встретиться с нашими итальянскими друзьями и лично поблагодарить их за внимание к нашей деятельности, за мост взаимопонимания и любви, который они перекинули на восток и радостно приветствуют нас со своего берега.
Наша прошлая выставка, которую мы в 2018 году устроили в музыкальном лицее Доменико Чирилло и на подворье русской православной церкви Святого Николая в Бари, называлась «Под защитой Святого Николая».
Хочется верить, что Святой не оставит всех нас, и под его защитой мы обретём мир, покой, благоденствие и процветание!
С любовью и признательностью, Марианна Никольская,
педагог по живописи Этнокультурного Центра «Китежград» Дома Творчества «Измайловский»
С-Петербург
19.05.2023

Cari amici!
Sono felice di darvi il benvenuto da San Pietroburgo!
Sono felice che l’immagine del Santo miracoloso Nicholas ci unisca e ci ispiri a nuovi progetti e contatti.
In questo momento difficile, non abbandoniamo il tentativo di preservare i buoni sentimenti umani nutriti dall’amore per il nostro Comune San Nicola.
Il miracoloso che ci chiama all’amore e alla fede è presente ovunque e ovunque, ovunque ci siano credenti e famiglie amanti di Dio, non importa di quale fede siano – cattolica o ortodossa.
È particolarmente prezioso per i nostri figli e per tutti noi che in questo momento invochiamo San Nicola per chiamare le nazioni alla pace.
Quando io e i bambini, studenti del Centro etnoculturale di Kitezhgrad abbiamo disegnato i ritratti del Santo e scene della sua vita, la situazione nel mondo era molto diversa. Ora il mondo è diventato ancora più pericoloso.
Abbiamo tutti bisogno dell’aiuto di Dio. Questa mostra è quindi un altro fenomeno di preghiera collettiva e offerta al Santo.
Non smette mai di stupirmi di quanto siano accuratamente e sottilmente scritti i testi esplicativi.
Incredibile penetrazione nella natura della percezione dei bambini. Sono immensamente grato a tutte le persone indifferentemente, a tutti gli organizzatori di questa mostra!
Michele D’Alba, Michail Talalay, Fiorella Caradonna Moscatelli, Chiara Troccoli e tutti coloro che ne sono coinvolti in una certa misura.
Fiorella e Chiara sono molto brave a comunicare quei pensieri e quei sentimenti che i nostri figli spesso hanno messo intuitivamente nel loro lavoro.
Hanno capito bene la calma che emana dal Santo, lo sguardo perdonatore e il suo volto illuminato dalla luce.
Quanto attentamente i nostri amici italiani hanno esaminato le foto dei bambini! Notarono le espressioni facciali delle tre sorelle e dei monaci sul campanile, la madre e la figlia che camminavano verso il tempio e il delicato trasferimento delle reliquie a Bari.
Un’osservazione molto corretta era che lo stesso patrocinava il trasferimento delle reliquie a Bari. E ora, con il passare dei secoli, siamo d’accordo con questa grande missione. E siamo grati ai Baresi per la conservazione del più grande santuario della cristianità: le reliquie di San Nicola.
Come una boccata d’aria fresca per ogni cristiano, toccare le sacre reliquie di Nicola. I nostri piani erano di portare i giovani artisti alla Basilica di San Nicola a Bari. Ma ahimè, le circostanze sono più alte di noi.
La pandemia e quindi lo stato attuale delle cose impediscono ai nostri piani di essere attuati.
Non ci resta che sognare che un giorno saremo in grado di toccare di nuovo le sacre reliquie, fonte di santità e purificazione, di incontrare i nostri amici italiani e di ringraziarli personalmente per l’attenzione alle nostre attività, per il ponte di comprensione e amore che hanno gettato verso est e ci salutano con gioia dalla loro riva.
La nostra ultima mostra, che abbiamo organizzato nel 2018 al Liceo Musicale Domenico Cirillo e al cortile della Chiesa ortodossa russa di San Nicola a Bari, è stata intitolata “sotto la protezione di San Nicola”.
Voglio credere che il Santo non ci lascerà tutti, e sotto la sua protezione troveremo pace, pace, prosperità e prosperità!
Con amore e apprezzamento, Marianne Nikolskaya,
insegnante di pittura del Centro etnoculturale “Kitezhgrad” della Casa della creatività ” Izmailovsky»
San Pietroburgo
19.05.2023

Lettera a Tracce (di Fiorella Caradonna Moscatelli)

Recentemente a Bari si è svolta una Mostra di opere artistiche di bambini e ragazzi di San Pietroburgo sul tema “San Nicola Taumaturgo luce di pace per i popoli di Oriente e di Occidente”. Queste opere sono giunte a Bari per l’amicizia con la maestra d’arte Marianna Nikol’skaya Anatolievna, nel 2018, amicizia nata nella comune devozione a San Nicola e continuata online con lei e con i suoi ragazzi della Kitezgrad durante gli anni della pandemia e della guerra. Opere piene di luce, di colore, che attraggono il cuore ad entrare nello sguardo di fede dei loro autori. Ci è sembrato così di partecipare alla profezia della pace organizzando una mostra di questi quadri nella nostra città, la città di San Nicola, e farlo proprio nei giorni in cui gli ortodossi festeggiano la traslazione delle ossa del Santo da Myra a Bari.

E fin qui la cronaca. Ma ciò che ho visto accadere è stata una serie di miracoli in cui i cuori e le porte si aprivano. Dal reperimento della sede in cui si è svolta, all’amicizia straordinaria con Chiara Troccoli e Marianna Nikol’skaya con cui abbiamo curato la lettura delle opere, al lavoro pieno di entusiasmo e dedizione dei volontari che hanno curato l’allestimento e le visite guidate, allo stupore di tutti i visitatori, fino all’illuminante testimonianza di Monsignor Filippo Santoro, Arcivescovo metropolita di Taranto, e Monsignor Paolo Pezzi, Arcivescovo di Mosca, Primate della Chiesa Cattolica di Russia. Tutti ne siamo usciti cambiati!

Cosa è accaduto a me? Di coinvolgermi totalmente con lo sguardo di questi bambini, di coinvolgermi con chi ha condiviso la bella avventura di metter su questa mostra, ciellini, focolarini, componenti della corale ecumenica, uomini e donne di buona volontà, e di scoprire, nell’entusiasmo e nella dedizione totale, che Qualcun altro ci stava mettendo insieme.

All’inizio ho pregato di saper ascoltare e di saper vedere. Alla fine i riscontri nei volti dei bambini e delle loro maestre, nei loro post-it e nei commenti anche di altri visitatori mi hanno mostrato di essere lì solo per intercettare lo sguardo di Dio sulle loro vite e sui loro cuori.

Questi che cito sono alcuni tra i più significativi commenti ricevuti. “Semplice, efficace e piena di luce”. “Mi ha colpito il colore. La luce di cui c’è bisogno per vivere e che oggi manca. Qui splende e nel cuore torna possibile la memoria”. Fino al post-it di una bambina, Greta, che scrive “Grazie per avermi protetta, ma ti chiedo un favore, mandami qualcuno che ci tenga a me”

Ma se non avessimo fatto questa mostra chi avrebbe raccolto il grido di questa bambina? Chi avrebbe riacceso uno sguardo carico di memoria in un adulto?

Sono esterrefatta che l’esperienza del dire “sì” all’impeto originario del mio essere, alla bellezza e alla persuasività di certi incontri, abbia permesso l’accendersi di tanti cuori, l’esperienza di un’unità donata, di un’amicizia, di “uno sguardo che va alla radice del reale fino al Mistero di Dio che fa ora tutte le cose” come ci ha ricordato Monsignor Pezzi.

Nella tradizione bizantina le icone sono “finestre di Dio sul mondo”, così questi piccoli artisti hanno veicolato il nostro sguardo sull’oltre, hanno alzato i nostri occhi al Cielo, in un punto dove è presente tutto l’Amore che ci ha voluti. E sono ancor più stupita che piccoli, insignificanti gesti portino dentro un valore infinito di abbraccio, di amicizia, di pace. Cito ancora Monsignor Pezzi nel messaggio che ci ha inviato “Santa Caterina diceva che occorre sempre pensare in grande. Cosa significa? Significa avere la coscienza che attraverso dei piccolissimi gesti noi portiamo un contributo alla causa non solo della pace ma alla causa della salvezza del mondo intero. Questa Mostra vuole essere un contributo alla pace e, mi permetto di aggiungere, all’amicizia. Nasce infatti da un’amicizia, e grazie al dilatarsi di quest’amicizia ha il coraggio, com’è stato detto molto bene da Monsignor Santoro, di entrare nel merito delle questioni che oggi ci toccano così fortemente da vicino, prima tra tutte, appunto, la pace”.

Perché la pace non la fanno gli altri, le Segreterie di Stato, le diplomazie, la facciamo anche noi come ci ha luminosamente testimoniato Monsignor Filippo Santoro recandosi negli scenari di guerra per portare un dono e per pregare insieme al patriarca della Chiesa greco cattolica di Kiev chiedendo insieme il dono della pace.

Sempre Monsignor Santoro, nel suo videomessaggio all’inaugurazione della mostra ci diceva “anche questi bambini con i loro dipinti sono collaboratori di questa profezia della pace per la quale noi diamo tutte le nostre energie e, mentre diamo il nostro contributo cresce lo stupore della bellezza di seguire Cristo attraverso i suoi santi, attraverso questi piccoli artisti pieni di bellezza, di stupore e di meraviglia.”

L’arte infatti, ci ricordava Monsignor Derio Olivero, incontrato a Bari qualche giorno prima della Mostra, è un grande strumento per il dialogo ecumenico, educa a guardare e suscita le corde più intime del rapporto col Mistero che è il senso religioso presente in ogni uomo.