ANNUNCIO DELL’EVENTO
Comunicato stampa presentazione mostra
Mostra “Profezie per la Pace”. Evento inaugurale 27 febbraio 2026 h.18.
Il Centro Interculturale Ponte ad Oriente (CIPO) in collaborazione con lโassociazione studentesca universitaria MIRA e Gioventรน studentesca, presentano la Mostra dal 2 al 6 marzo 2026, da titolo “Profezie per la Pace”, allestita lo scorso anno di agosto 2025 al Meeting di Rimini, creata da studenti e insegnanti delle scuole medie superiori italiane.
Saranno presenti studenti universitari e liceali della provincia di Bari che animeranno con visite guidate gratuite il percorso espositivo.
La Mostra inaugurata il 27 febbraio alle 18, nel Centro Polifunzionale Studenti (ex Palazzo delle Poste) dellโUniversitร degli Studi di Bari Aldo Moro, Piazza Cesare Battisti,1 proseguirร nellโatrio dellโAteneo barese con ingresso da Piazza Umberto I.
Lโincontro verrร introdotto da due brani musicali proposti dallโOrchestra da Camera del Liceo Musicale del Convitto Nazionale โD. Cirilloโ di Bari.
I saluti istituzionali sono affidati a Maria Graziella Belloli Presidente del CIPO, Egeria Nalin Delegata alle Ricerche sulla Pace e sullโintegritร e Sicurezza della Ricerca Universitร degli Studi di Bari โAldo Moroโ, Vito Leccese, Sindaco di Bari, Elisabetta Todisco Direttrice del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dellโUniversitร degli Studi di Bari โAldo Moroโ.
Interverranno, moderati dalla giornalista Rai Maria Grazia Lombardi, il docente di Letteratura Italiana Bernardo Fabio Cedone e lo studente Michele Bollotta, provenienti dal Liceo classico Don Carlo Gnocchi di Carate Brianza (MB), entrambi curatori della Mostra, Giacomo Gentile Coordinatore dei Progetti dell’Associazione Pro Terra Sancta e Gianfranco Longo, docente di Filosofia della Pace nellโUniversitร di Bari.
Dalla Palestina ad Haiti, dal Rwanda fino al Myanmar, la Mostra racconta sedici testimonianze di donne e uomini, protagonisti di storie, โartigianiโ di una pace che si costruisce โdal bassoโ, a partire dal cuore dellโuomo, come indicato da papa Leone XIV.
Ufficio Comunicazioni del CIPO
Dario Patruno
dariofeliceantonio@libero.it
cell. 3496377018
Invito alla mostra (lettera agli insegnanti)
Cari insegnanti buona sera. Abbiamo il piacere di segnalarvi l’arrivo a Bari, a fine febbraio, della mostra “Profezia per la pace”, presentata al Meeting di Rimini del 2025.
Il tema della pace รจ un tema nodale dei nostri tempi: pace vista come attesa e desiderio a cui ogni uomo e donna aspira e come bisogno vitale per la nostra stessa sopravvivenza. Per le nuove generazioni risulta ancora piรน urgente e importante conoscere e rendersi conto che esistono persone e luoghi dove si vive la pace e quindi incontrare esperienze che ci fanno entrare in modo realistico nella sua dimensione.
Per questi motivi abbiamo inviato ai vostri dirigenti la proposta di visione della mostra, di cui vi alleghiamo in copia la comunicazione. Vi chiediamo di accogliere la sua sfida condividendola con i vostri studenti per i quali risulterร coinvolgente e talvolta sconvolgente vedere e incontrare dei reali testimoni di pace.
Per informazioni potete contattare la segreteria della mostra: Mariella Petronelli 340 256 8235; Elena Finetti 349 616 2946.
GRAZIE e buon lavoro.
Cartelloni della mostra
RESOCONTO EVENTO
RASSEGNA STAMPA
Bari. La mostra โProfezie per la paceโ tra perdono e riconciliazione (al tempo delle nuove guerre) โ Barbadillo
Quali profeti per la Pace oggi? – Corriere di Puglia e Lucania
Siria, il giorno dopo – Il Corriere Nazionale
Siria, il giorno dopo – Il Corriere Nazionale
Dario Patruno
Ho avuto il privilegio di intervistare la giornalista siriana Asmae Dachan a margine della visita guidata nellโAtrio principale dellโAteneo dellโUniversitร di Bari della Mostra โProfezie per la paceโ, proveniente dal Meeting per lโAmicizia dei popoli di Rimini del 2025.
Eโ rientrata in Siria nel dicembre 2024, diciannove giorni dopo la caduta di Assad che ha governato la Siria dal 2000 al 2024, sottoponendo il paese a quattordici anni di sanguinosa guerra. Dalla sua esperienza รจ nato il volume dal titolo โSiria, il giorno dopo- Le ferite, le speranzeโ, Add editore, Torino.
Qual รจ il giudizio a caldo su questa Mostra alla luce della sua esperienza di donna siriana musulmana?
I volti, gli sguardi, sono lo specchio delle nostre anime e una mostra che ne immortala tanti, raccontando le storie di queste persone, ha il dono di suscitare empatia. Credo che mai come in questo complesso momento storico, in cui prevalgono paura e violenze, sia invece fondamentale guardare allโaltro riscoprendone il volto umano. Come credente credo sia un bel modo di creare connessioni.
La Mostra racconta esperienze di come si puรฒ vivere la pace anche in conflitti sanguinosi. Quali le ragioni che lโhanno spinta a pubblicare allโinizio di questโanno il volume?
Ho pubblicato questo libro, al mio rientro dalla Siria, dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad per immortalare un momento storico di cambiamento, di evoluzione dei fatti, per vedere come era diventato il paese dopo tanti anni di guerra e soprattutto per cogliere le emozioni, le paure e gli sguardi dei siriani che stavano vedendo realizzato il sogno della fine del regime. Al tempo stesso si avviavano verso una nuova stagione di grandi incertezze. Ho voluto quindi mettere nero su bianco quello che era un passaggio storico, una sorta di spartiacque tra unโepoca, quella appunto del regime e poi il cambiamento che sarebbe arrivato dopo.
Rileva dei segnali positivi da registrare nel dopo Assad?
Sicuramente ci sono dei segnali positivi, il paese sta uscendo da un trauma collettivo che รจ durato fin troppo tempo perchรฉ parliamo di un regime che รจ stato lรฌ per 54 anni ma soprattutto di una guerra che รจ durata 14 anni e che ha causato migliaia di vittime, milioni di sfollati e milioni di profughi.
Quello che stiamo vedendo adesso รจ una Siria che si sveglia da una sorta di coma, di incubo, quindi non sappiamo quanti e quali danni a livello sociale e psicologico le persone hanno riportato. Sono visibili chiaramente i danni a livello delle infrastrutture e buona parte del paese รจ distrutto ma i siriani hanno una grandissima dignitร , hanno un grandissimo amore per la bellezza, sono un popolo fiero della propria storia e poliedricitร quindi del fatto che abbiano tante etnie, tante religioni, un patrimonio.
Quindi lo considera un fatto positivo la coesistenza pacifica del ruolo delle religioni e secondo lei quale ruolo possono avere?
Sicuramente รจ una delle caratteristiche piรน belle, quella della Siria, di essere un popolo composto da tante etnie diverse e da tante religioni diverse. La Siria senza la sua diversitร , senza le sue comunitร non sarebbe la Siria e penso che proprio questo grandissimo valore vada preservato. Chiaramente le comunitร oggi sono comunitร ferite, sono comunitร decimate perchรฉ la guerra ha costretto alla fuga moltissime persone di tutte le etnie e religioni. Credo che proprio da lรฌ bisogna ripartire, dal sentimento di fraternitร e dallโamicizia innata che cโรจ ancora tra cristiani e musulmani tra i kurdi, gli alawiti, tra tutte le persone che compongono comunque il mosaico siriano. ร importante che si ponga fine ai discorsi di odio, ai discorsi che pongono lโaccento sul settarismo, bisogna invece gettare dei ponti e garantire pace, giustizia e stabilitร .
Alla luce del recente conflitto in Iran, quali preoccupazioni nutre in merito alla situazione siriana?
Sicuramente il quadro attuale รจ angosciante, noi continuiamo a parlare di nuovo inizio, continuiamo a coltivare la speranza ma รจ davvero difficile perchรฉ in questo momento, mentre noi stiamo parlando, ci sono migliaia di siriani e di libanesi che sono in fuga dalla valle della Beqaa e vanno verso nord. Stanno cercando di rientrare in Siria ma non hanno case dove tornare perchรฉ appunto buona parte del paese รจ distrutto e tutto quello che sta accadendo non ci fa sperare bene. Non cโรจ mai nulla di positivo nello spargere ulteriore sangue, nel bombardare ulteriormente. Sembra quasi che lโessere umano, la civiltร di oggi abbia abdicato al suo ruolo di costruttrice di cultura, di pace, di prosperitร alimentando i suoi istinti piรน bassi, gli istinti allโodio.
Non si puรฒ giudicare un governo in quindici mesi dopo oltre quattordici anni di guerra; sicuramente ci sono alcuni profili allโinterno di questo governo che vengono dalla lotta armata e che non rappresentano secondo me la volontร e il desiderio dei siriani, sono profili molto controversi, profili che feriscono anche quei siriani che credono e hanno sempre creduto nella lotta non violenta, nel cambiamento non violento. Ci sono dโaltro canto profili come quello della Ministra per gli affari sociali Hind Kabawat, lโunica donna nel governo, cristiana che ha alle spalle una grande tradizione di lavoro per il dialogo, per la costruzione e la coesione, che sicuramente รจ una donna che rende i siriani fieri di essere rappresentati da lei. Ci sono altri profili come quello per esempio del Ministro della Cultura che รจ definito un poโ il โDante sirianoโ, che ha un altissimo profilo, che sta cercando di ravvivare dal basso la grandissima vivacitร culturale della Siria. Quindi, esclusi quelli che vengono dalla lotta armata, ben un terzo del governo, ci sono altri esponenti che comunque vengono dalla direzione piรน giusta. Sono anche consapevole, perchรฉ non sono unโillusa, che รจ sempre stato cosรฌ nella storia dellโumanitร e che bisogna avere il coraggio di costruire e sperare.
Grazie per questa preziosa testimonianza che rafforza le ragioni della nostro stare insieme nel CIPO (Centro interculturale Ponte ad Oriente) che vuole costruire ponti, colmi di speranza anche dove sembra impossibile o fallimentare operare in questa direzione, sorretti dalla speranza infinita di bene che sorregge le nostre esistenze.
Gazzetta del Mezzogiorno

Ciรฒ che รจ accaduto, un vero guadagno umano
Mercoledรฌ sera un gruppo di amici, giovani universitari e adulti si sono incontrati per condividere quanto accaduto durante i giorni della Mostra โProfezia per la paceโ.
Abbiamo guardato lโesperienza vissuta e il โguadagnoโ umano che ognuno di noi ha ricevuto nellโavventura solidale tra le diverse generazioni coinvolte.
Dallโinizio della preparazione fino allo smontaggio della mostra non รจ stata una passeggiata, anzi gli imprevisti, le incomprensioni, le resistenze e le avversitร di ambiente e di contesto sono stati il nostro quotidiano. E allora qual รจ stata la stella polare che ha guidato questo tentativo umano? La mostra fin dallโinizio, grazie allโ incontro avvenuto al Meeting di Rimini, ci aveva colpiti in un modo eccezionale, generando una mossa cosรฌ inaspettata da desiderare veramente che la Proposta fosse incontrata e conosciuta da tutti. La profezia per la pace da una promessa iniziale, stasera ci รจ stata riconsegnata ricca di tanti avvenimenti accaduti ai tanti che si sono coinvolti.
Nella sintesi riporto solo alcune delle evidenze che sono state documentate dallโesperienza personale e che ha animato la vita stessa della mostra.
La mostra con le sue testimonianze ha provocato veramente degli incontri personali che ci hanno spiazzato di continuo le nostre posizioni acquisite concettualmente.
Le testimonianze stavano parlando adesso a me e tutto questo si รจ riverberato sulle guide, coinvolgendo le persone che hanno visitato la mostra, testimoniato dai post-dit: โรจ bellissimo come vi si illuminano gli occhi quando parlate di qualcosa che realmente sentiteโ.
Le tante domande che la Mostra ha fatto emergere dal profondo delle coscienze val la pena descriverle.
Una ragazza del Liceo artistico alla fine della mostra, come scossa rivolgendosi al professore che lโaccompagnava, improvvisamente esclama โprofessore come รจ possibile il perdono dopo tutto tanto male?โ Questo ha sorpreso chi ha visitato la mostra e i volontari che ci hanno conosciuto, per il fatto accaduto inequivocabile di aver incontrato un luogo โumano e cordialeโ. Le testimonianze di pace condivise e il dialogo appassionato del cardinale Pizzaballa nella parte finale del percorso, hanno fortemente caratterizzato il luogo che abbiamo condiviso. La bontร di comunicare quello che stavamo scoprendo e sperimentando, ha fatto esplodere il gusto di essere una presenza in un luogo apparentemente estraneo e reticente a quello che stavamo comunicando.
In ultimo documentiamo la nostalgia inevitabile dellโavventura vissuta e il desiderio di poter continuare a contagiare quanto vissuto nel nostro quotidiano, attraverso quanto realmente accade.
Questa sintesi ha voluto lasciare lโimpronta di cosa รจ accaduto e permane oggi in ciascuno di noi.
Bari, 20.03.2026
GALLERIA FOTOGRAFICA
PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA





















ALLESTIMENTO DELLA MOSTRA






















































